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08 maggio 2026

Iperammortamento 2026: ecco cosa devi sapere

Il 4 maggio 2026 il Ministro Urso ha firmato il decreto attuativo dell'Iperammortamento. Il provvedimento deve ancora passare al vaglio della Corte dei Conti e essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma il quadro operativo è ormai definito. Le regole ci sono, le scadenze anche. 

Cos'è l’Iperammortamento e quanto vale? 

L'Iperammortamento è una maggiorazione fiscale sul costo dei beni strumentali acquistati: lo Stato ti consente di dedurre fiscalmente più di quanto hai effettivamente speso, generando un risparmio diretto sulle imposte lungo tutto il periodo di ammortamento del bene. 

Le aliquote si applicano per scaglioni sull'ammontare complessivo degli investimenti completati in ciascuna annualità: 

- fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione è del 180%: per una società soggetta a IRES, significa recuperare quasi il 43% del costo del bene in risparmio fiscale. 

- tra 2,5 e 10 milioni l'aliquota scende al 100%, con un risparmio del 24% - tra 10 e 20 milioni si arriva al 50%, pari al 12% del costo 

Le soglie si azzerano ogni anno. Questo significa che un'azienda che investe in modo costante nel triennio può beneficiare delle aliquote più alte su ciascuna annualità, non sull'intero periodo. 

Su quali beni si applica? 

Il perimetro è ampio. Sono agevolabili i beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi (macchinari 4.0, robot, sistemi di intelligenza artificiale, infrastrutture di connettività industriale, software gestionali e piattaforme digitali) compresi i beni immateriali, che tornano agevolabili dopo essere stati esclusi dal credito d'imposta Transizione 4.0 nel 2025. Rientrano nell'agevolazione anche gli investimenti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo, senza che sia necessario acquistare contestualmente beni 4.0. 

La finestra temporale copre gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. 

Come si accede all’agevolazione? 

La procedura è interamente digitale, gestita tramite la piattaforma del GSE non ancora operativa ma in apertura. Si articola in tre comunicazioni obbligatorie e sequenziali: una comunicazione preventiva con cui si prenotano le risorse, una comunicazione di conferma da inviare entro 60 giorni dall'esito positivo del GSE (attestando il pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo del bene) e una comunicazione di completamento da trasmettere a investimento concluso e bene interconnesso, entro il 15 novembre 2028. 

Il decreto introduce anche due comunicazioni periodiche annuali a fini di monitoraggio della spesa pubblica, una novità assoluta rispetto alle versioni precedenti della misura.

La documentazione obbligatoria 

Due documenti sono richiesti per tutti gli investimenti, senza eccezioni e senza soglie minime: la perizia tecnica asseverata, rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, che certifica la conformità del bene ai requisiti tecnici e la sua interconnessione ai sistemi aziendali; e la certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale, che attesta l'effettivo sostenimento delle spese. 

La possibilità di sostituire la perizia con un'autodichiarazione (prevista in passato per investimenti sotto i 300.000 euro) è stata eliminata. 

Per gli investimenti in impianti fotovoltaici la perizia tecnica asseverata deve certificare anche il rispetto dei limiti di dimensionamento e la conformità dei moduli delle categorie b) e c) del registro ENEA. È una novità assoluta per questo tipo di incentivo: non era mai stato richiesto prima un documento asseverato specificatamente per gli impianti di autoproduzione energetica. 

Tutti i documenti fiscali relativi all'acquisto dei beni devono riportare la dicitura di richiamo alla normativa di riferimento già al momento dell'emissione. Una regolarizzazione tardiva è tecnicamente possibile, ma introduce complessità che conviene evitare. 

I prossimi passi 

La piattaforma GSE aprirà a breve e i modelli operativi saranno disponibili sui canali istituzionali del MIMIT e del GSE. Nel frattempo, il lavoro preparatorio che si può fare adesso è già sostanziale: mappare gli investimenti previsti, verificarne l'ammissibilità, impostare correttamente la documentazione. 

Se vuoi capire se e quanto l'iperammortamento può incidere sul tuo piano di investimento, siamo a disposizione per un confronto.

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