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21 agosto 2026

Iperammortamento 2026 e fotovoltaico: quanto si risparmia e quali moduli sono agevolabili

L’estensione dell’Iperammortamento agli impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili rappresenta una delle novità più significative della Legge di Bilancio 2026. A differenza di altre agevolazioni, l’accesso al beneficio per il settore energetico è garantito in modo autonomo, ovvero indipendentemente dall'effettuazione di investimenti in beni materiali o immateriali 4.0. Tuttavia, la normativa impone requisiti tecnici e di dimensionamento estremamente rigorosi per garantire l'effettiva finalità di autoconsumo.

A differenza dei passati crediti d'imposta, la misura del 2026 agisce come una maggiorazione del costo di acquisizione, una deduzione che accompagna l'azienda per tutto il periodo di ammortamento del bene.

Quanto si risparmia con l'Iperammortamento fotovoltaico: IRES vs IRPEF

Il primo punto da chiarire è l'impatto economico. Poiché il beneficio riduce la base imponibile, il risparmio netto dipende dall'aliquota fiscale dell'impresa.

  • Per le società di capitali (IRES 24%): il recupero netto è del 43,2% del costo dell'impianto.
  • Per le società di persone (IRPEF): il beneficio è ancora più sensibile, superando spesso il 63% e arrivando oltre l'80% per chi si trova negli scaglioni di reddito più alti,

La regola del 105%: come si calcola il fabbisogno energetico

Per evitare sovradimensionamenti degli impianti, la producibilità massima attesa non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico annuo della struttura produttiva. Un aspetto cruciale riguarda il calcolo di tale fabbisogno: esso non si limita ai soli consumi elettrici, ma può includere anche i consumi equivalenti associati all'uso di energia termica o combustibili utilizzati per il calore di processo. Il parametro di riferimento è costituito dalla media dei consumi registrati nell'esercizio 2025.

Moduli fotovoltaici ENEA: differenza tra categoria b e categoria c

Per il fotovoltaico, il legislatore ha mantenuto standard rigorosi sulla qualità dei componenti. Sono agevolabili esclusivamente i moduli prodotti in Stati membri UE iscritti al registro ENEA nelle categorie b (efficienza ≥ 23,5%) e categorie c (efficienza ≥ 24%).

Puntare sulla categoria "c", ovvero su moduli ad altissima efficienza (come i bifacciali ad eterogiunzione di silicio), non solo garantisce prestazioni superiori, ma permette di accedere a massimali di costo più generosi, fino a 1.500 €/kW per gli impianti più piccoli

Sistemi di accumulo (BESS): un limite di spesa dinamico

La disciplina 2026 introduce una novità rilevante per i sistemi di accumulo elettrochimico, superando il precedente limite fisso di spesa a favore di un modello variabile. Il valore agevolabile di questi sistemi è ora parametrato direttamente al costo dell’impianto di produzione a cui sono funzionalmente asserviti.

Cosa significa?

In concreto, per gli impianti di taglia contenuta (fino a 20 kW), il valore ammesso per il sistema di accumulo può arrivare a raddoppiare quello dell'impianto di generazione. È importante ricordare che l’agevolazione è riservata esclusivamente ai sistemi asserviti a nuovi impianti, restando esclusi gli interventi su parchi fotovoltaici già esistenti o l'installazione di semplici gruppi statici di continuità (UPS).

Oneri documentali e stabilità del beneficio

A seguito della soppressione della soglia di esenzione di 300.000 Euro, la perizia tecnica asseverata è obbligatoria per ogni impianto fotovoltaico, indipendentemente dal suo importo. Il professionista deve certificare specificamente la conformità dei moduli alle categorie ENEA richieste, il rispetto dei limiti di dimensionamento e l'effettiva integrazione nei sistemi energetici del sito.

Accanto ad essa, la norma richiede una certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale dei conti, che attesti la coerenza tra le spese sostenute e la documentazione contabile dell'impresa. Il revisore deve verificare tre aspetti: la corrispondenza tra i costi dichiarati e i documenti contabili, la corretta imputazione temporale delle spese e l'allineamento con quanto comunicato al GSE.

Stai valutando un investimento energetico?

Il diritto alla maggiorazione fiscale del 180% richiede un mantenimento rigoroso della regolarità amministrativa per l'intero periodo di fruizione. Ci occupiamo della gestione integrale della pratica, garantendo il presidio in ogni fase.

Sappiamo che per un imprenditore la priorità è la produzione, non la burocrazia fiscale. Per questo motivo, abbiamo scelto di non limitarci alla semplice consulenza, ma di diventare un partner operativo. Il nostro team tecnico ti affianca in ogni passaggio: dalla valutazione iniziale, alla gestione delle pratiche sul portale GSE, fino alla redazione della perizia tecnica.

Il nostro obiettivo è garantire che il risparmio fiscale ottenuto oggi rimanga solido e sicuro per tutti gli anni a venire.

Se stai valutando un investimento energetico per il 2026, scrivici.

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