La Nuova Sabatini è un'agevolazione che sostiene gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese in macchinari, attrezzature, impianti e tecnologie digitali. La misura prevede un contributo che riduce gli interessi sui finanziamenti bancari o sui leasing finanziari destinati all'acquisto di beni strumentali.
Chi può accedere alla misura?
L'agevolazione è rivolta a Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI) di quasi tutti i settori economici, inclusi industria, artigianato, commercio, servizi, agricoltura e pesca, purché regolarmente iscritte al Registro delle Imprese.
Sono escluse le imprese operanti nei settori finanziario e assicurativo, oltre alle attività che rientrano nelle esclusioni previste dalla normativa europea, tra cui determinate attività direttamente collegate all'esportazione o all'impiego preferenziale di prodotti nazionali rispetto a quelli importati.
Come funziona l'incentivo e quali sono gli importi?
La Nuova Sabatini prevede un contributo in conto impianti calcolato sulla base di un finanziamento bancario o di un leasing finanziario destinato all'acquisto dei beni ammissibili. Il contributo ministeriale è calcolato sugli interessi di un piano di ammortamento convenzionale di 5 anni e varia in base alla natura dell'investimento:
Importo del finanziamento: compreso tra un minimo di 20.000 Euro e un massimo di 4.000.000 di Euro per singola impresa.
Durata: fino a 5 anni, con possibilità di includere un periodo di preammortamento tecnico fino a 12 mesi.
I tassi convenzionali per il calcolo del contributo
Il valore del contributo varia in base alla linea di investimento:
Investimenti ordinari: tasso convenzionale del 2,75%.
Investimenti in beni 4.0 e green: tasso del 3,575%, per gli investimenti che rispettano i requisiti previsti.
Linea capitalizzazione: tasso del 5% per micro e piccole imprese e del 3,575% per le medie imprese, in presenza di un aumento di capitale sociale almeno pari al 30% del finanziamento e nel rispetto delle altre condizioni richieste.
Come viene erogato il contributo?
Per i finanziamenti di importo fino a 200.000 Euro, il contributo è previsto in un'unica soluzione. Per gli importi superiori, l'erogazione avviene in più quote annuali. Le modalità e le tempistiche effettive dipendono dalla procedura applicabile e dagli adempimenti richiesti.
Quali beni si possono acquistare
I beni devono possedere tre requisiti fondamentali: essere nuovi di fabbrica, dotati di autonomia funzionale e direttamente correlati al ciclo produttivo dell'impresa
Tra gli investimenti ammissibili rientrano:
macchinari, impianti e attrezzature;
hardware, software e tecnologie digitali, compresi i beni 4.0 che rispettano i requisiti previsti;
impianti e macchinari a ridotto impatto ambientale, comprese determinate soluzioni per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Sono invece esclusi:
terreni, fabbricati e opere murarie;
beni usati, rigenerati o ricondizionati;
spese di manutenzione, consulenze, servizi, imposte e tasse;
acquisti destinati alla mera sostituzione di beni esistenti, quando non ricorrono le condizioni richieste;
beni di importo inferiore alla soglia minima prevista dalla disciplina applicabile.
La verifica riguarda la tipologia di bene acquistato, ma bisogna anche considerare le sue caratteristiche, la destinazione produttiva e le condizioni previste per la specifica linea di investimento.
Domanda, fatture e mantenimento dei beni: gli adempimenti da rispettare
Per ottenere il contributo è importante pianificare correttamente le fasi dell'investimento. Alcuni adempimenti devono essere rispettati già prima di procedere con l'ordine o con l'acquisto.
Presentazione della domanda
La domanda deve essere trasmessa al soggetto finanziatore prima dell'avvio dell'investimento, secondo le modalità previste dalla procedura. È quindi necessario verificare in anticipo quali atti possano determinare l'avvio del programma, prestando attenzione alla firma di contratti, alla conferma degli ordini e al versamento di acconti.
Fatture e Codice Unico di Progetto (CUP)
Le fatture relative all'investimento, comprese quelle di acconto e di saldo, devono rispettare gli obblighi di identificazione previsti dalla normativa. Quando richiesto, occorre riportare il CUP e la dicitura normativa corretta.
È consigliabile verificare queste indicazioni prima dell'emissione delle fatture, così da evitare successive richieste di correzione o integrazione.
Utilizzo e mantenimento dei beni
I beni acquistati devono essere destinati all'attività produttiva dell'impresa e rispettare gli obblighi di iscrizione in bilancio e mantenimento previsti dalla misura. La disciplina stabilisce anche il periodo durante il quale devono essere conservati e utilizzati secondo le condizioni richieste.
Cumulo con altre agevolazioni
La Nuova Sabatini può essere affiancata ad altri strumenti agevolativi (qui trovi un articolo in cui parliamo del cumulo degli incentivi), previa verifica delle condizioni previste per ciascuna misura. In presenza di misure come l'Iperammortamento o il Fondo SIMEST per la transizione digitale ed ecologica, occorre verificare quali spese siano ammissibili e quali limiti si applichino al cumulo. La combinazione di più agevolazioni deve rispettare le regole previste dai singoli strumenti, evitando che il beneficio complessivo superi i limiti consentiti o il costo sostenuto per l'investimento.
Un vantaggio strategico poco noto riguarda la capienza degli aiuti: la Nuova Sabatini non rientra tra gli aiuti de minimis. Questo significa che la sua fruizione non va a erodere il plafond triennale dell'impresa, lasciando libero spazio ad altri contributi o incentivi a copertura delle spese correnti.
Valutare le agevolazioni prima di avviare l'investimento permette di individuare le combinazioni possibili e di stimare il beneficio economico complessivo, tenendo conto delle regole previste per ciascuna misura.
Per capire se rappresenta una soluzione adatta alla propria impresa, è utile partire dal programma di investimento, verificare i requisiti dei beni e valutare le condizioni del finanziamento.
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